Inibitori di pompa protonica

Inibitori di pompa protonica

Informazioni sui farmaci per una cura consapevole a supporto di pazienti e familiari

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Indice

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Gentile paziente, Gentile familiare

Con questa guida il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano intende fornirvi informazioni sulle caratteristiche del medicinale prescritto. L’informazione rappresenta, infatti, un supporto utile alle cure e al rapporto tra gli operatori sanitari (oncologi, infermieri e farmacisti) e il paziente.
Ci auguriamo che quanto riportato in questa guida sia un supporto che si aggiunge, ma non si sostituisce, al rapporto personale tra i pazienti o i loro familiari e gli operatori sanitari.
Le informazioni riportate in questa guida sono tratte da fonti autorevoli e indipendenti.

Queste fonti sono state selezionate e riviste da oncologi e farmacisti che, all’interno del CRO, curano la rilevazione degli effetti indesiderati dei farmaci e l’informazione per i pazienti e i familiari.

Che cosa sono gli inibitori di pompa protonica?

I farmaci inibitori di pompa protonica, sono farmaci in grado di inibire in modo controllato la produzione di acido cloridrico nello stomaco.
Il capostipite degli inibitori di pompa protonica è l’omeprazolo, ancora oggi utilizzato.
Altri inibitori di pompa protonica sono: esomeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo e rabeprazolo.

Perché si assumono?

I pazienti a cui viene prescritta questa terapia presentano condizioni cliniche che possono complicarsi a causa della produzione di acido nello stomaco. Le principali condizioni, per le quali è indicata, sono:

  • reflusso gastro-esofageo (noto anche con l’abbreviazione GERD): è un disturbo caratterizzato dalla risalita di acido dallo stomaco nell’esofago;
  • esofago di Barrett : questa malattia rappresenta una condizione precancerosa che riguarda il rivestimento dell’esofago. Si tratta di una complicanza del reflusso che si verifica quando l’acido dello stomaco rifluisce, per lungo tempo, nell’esofago;
  • sindrome di Zollinger-Ellison : questa malattia rara è caratterizzata dalla presenza di gastrinomi a livello del pancreas e del duodeno.
  • eradicazione dell’Helicobacter pylori : questo batterio è in grado di sopravvivere nell’ambiente acido dello stomaco, colonizzandolo e causando un’infiammazione. Per eradicare l’Helicobacter pylori si utilizzano diverse terapie, che prevedono l’assunzione di un inibitore di pompa protonica per ridurre l’acidità dello stomaco, rendendo l’ambiente sfavorevole alla crescita del batterio;
  • ulcera peptica : è una lesione della mucosa interna dello stomaco o del duodeno. È la forma di ulcera più diffusa, la cui presenza può essere spesso legata a Helicobacter pylori;
  • ulcera peptica causata da FANS : è una lesione della mucosa interna dello stomaco o del duodeno causata dall’assunzione di FANS;
  • prevenzione della gastropatia da FANS in pazienti a rischio : la gastropatia da FANS è una qualsiasi patologia dello stomaco, causata dall’assunzione continuativa di FANS. Questo trattamento preventivo viene fatto alle persone che hanno almeno una di queste caratteristiche:
    • età avanzata;
    • terapia con farmaci anticoagulanti o cortisonici;
    • precedenti emorragie dell’apparato digerente o ulcera peptica non guarita con terapia eradicante.
  • Come agiscono?

    Gli inibitori di pompa protonica inibiscono l’enzima H+/K+ ATPasi, chiamato anche pompa protonica, presente nelle cellule che rivestono la parte iniziale dello stomaco, che sono responsabili della produzione dell’acido cloridrico.
    Attraverso l’inibizione della pompa protonica viene così ridotta la formazione e la secrezione di acido cloridrico.
    Questa inibizione interessa sia la secrezione di acido a digiuno sia quella correlata all’assunzione di cibo.

    Come si assumono?

    Gli inibitori di pompa protonica sono commercializzati in formulazione gastroresistente e sono disponibili come compresse orodispersibili, compresse e capsule rigide da deglutire con acqua e granulato per sospensione orale.
    Tutte le formulazioni vanno assunte a digiuno, da 30 minuti a un’ora prima del pasto.

    • Le compresse e le capsule devono essere deglutite intere con acqua e non devono essere masticate, aperte/spezzate o triturate.
    • Le compresse orodispersibili vanno posizionate sulla lingua e lasciate sciogliere in bocca. Durante la dissoluzione la compressa rilascia in bocca dei microgranuli gastroresistenti. Per favorirne la deglutizione si consiglia di bere un bicchiere d’acqua. Le compresse orodispersibili possono, inoltre, essere sciolte in una piccola quantità d’acqua e somministrate attraverso sondino nasogastrico o PEG.
    • Il granulato per sospensione orale deve essere, invece, sciolto in un bicchiere contenente circa 15 ml d’acqua naturale. È indicato mescolare fino a ottenere la dispersione del granulato e lasciare addensare per alcuni minuti. Mescolare nuovamente e bere il contenuto entro 30 minuti. Sciacquare il bicchiere con acqua naturale per assumere tutti i granuli residui.

    ATTENZIONE: È opportuno assumere questi farmaci solo su indicazione del medico, con le modalità da lui indicate (dosaggio e durata della terapia) e non interrompere o modificare la terapia di propria iniziativa.

    Quando sono controindicati?

    Ipersensibilità

    È controindicata la somministrazione degli inibitori di pompa protonica in pazienti con ipersensibilità grave al principio attivo o a uno degli eccipienti elencati nel foglio illustrativo.

    Sintomi dispeptici

    Non è indicata l’assunzione di farmaci inibitori di pompa protonica per un lungo periodo.
    Ci possono essere, inoltre, altre controindicazioni all’assunzione di questa terapia, per questo motivo è importante riferire al medico tutta la propria storia clinica e le proprie abitudini.

    Gravidanza e allattamento

    Ad oggi, sono disponibili pochi dati clinici relativi alla sicurezza di assunzione di questo farmaco durante la gravidanza. Se è in corso una gravidanza, la si sospetta o la si sta pianificando è indicato rivolgersi al medico prima di assumere l’inibitore di pompa protonica. In questo caso il farmaco va assunto solo se il medico considera il beneficio maggiore del rischio potenziale per il feto o il nascituro.
    Inoltre, non è noto se gli inibitori di pompa protonica passano nel latte materno.
    Per questo motivo il farmaco va assunto solo se il medico considera il beneficio per la madre maggiore del rischio per il bambino e valuterà se continuare o interrompere l’allattamento al seno o la terapia con l’inibitore di pompa protonica.

    Quali sono gli effetti indesiderati più frequenti e come si possono prevenire?

    Quando si assumono questi farmaci, possono manifestarsi alcuni effetti indesiderati. Questi effetti possono variare da persona a persona e non a tutti capiterà di avvertirli.
    Gli effetti indesiderati che comunemente si riscontrano durante il trattamento con gli inibitori di pompa protonica comprendono:

    • diarrea, flatulenza, nausea, vomito, dolore addominale, stipsi;
    • astenia, affaticamento e malessere generale;
    • mal di testa, vertigini;
    • arrossamenti della pelle, prurito.

    Se questi medicinali si assumono per un lungo periodo si possono manifestare anche:
    riduzione dei livelli di magnesio e di sodio nel sangue (ipomagnesemia e iponatriemia);

    • carenza di vitamina B12;
    • piccoli polipi dello stomaco che generalmente non danno sintomi e sono benigni;
    • infezioni da Clostridium difficile, un batterio normalmente presente nella flora batterica intestinale;
    • ipersecrezione acida di rimbalzo, cioè un aumento della produzione di acido a livello dello stomaco conseguente al blocco della produzione di acido da parte del farmaco;
    • aumento del rischio di battito irregolare del cuore (aritmia);
    • aumento del rischio di danno ai reni;
    • aumento del rischio di fratture dell’anca, del polso e della colonna vertebrale.

    Inoltre, se gli inibitori di pompa si prendono per un lungo periodo è importante:

    • seguire le indicazioni del medico e assumere regolarmente il calcio, la vitamina D o le terapie da lui prescritte per prevenire o contrastare l’osteoporosi;
    • non assumere integratori di vitamina o sali minerali senza esserti consultato con il medico;
    • effettuare periodicamente gli esami del sangue e i controlli indicati dal medico.

    Quando avvertire il medico?

    • A fronte di variazioni importanti dello stato di salute abituale.
    • Se si ha vomito o diarrea che continuano da più di 24 ore.
    • Se compare sangue nelle feci e/o nel vomito.
    • Se compaiono difficoltà nella deglutizione e/o perdita di peso involontaria.
    • Quando è necessario assumere altri farmaci.
    • In caso di test di gravidanza positivo o intenzione di intraprendere una gravidanza.

    Quali sono le principali interazioni con gli inibitori di pompa protonica?

    Alimenti

    L’assunzione di cibo rallenta l’assorbimento del farmaco e, quindi, riduce la sua attività. Per questo motivo gli inibitori di pompa protonica si assumono a stomaco vuoto da 30 minuti a 1 ora prima dei pasti. Tuttavia, durante la terapia, non è necessario seguire particolari regole dietetiche. È fondamentale, invece, alimentarsi in modo sano ed equilibrato.

    Integratori e altri prodotti

    Per evitare interazioni potenzialmente dannose con gli inibitori di pompa protonica, è importante riferire al medico se si stanno assumendo, o se si intende assumere integratori o altri prodotti.
    Per i pazienti in cura al CRO, che fanno uso di integratori, prodotti naturali o di erboristeria, è possibile rivolgersi al Servizio di Vigilanza sui Farmaci dell’Istituto per verificare la loro compatibilità con i farmaci antitumorali o la propria malattia.

    Farmaci

    Gli inibitori di pompa protonica possono interagire con altri farmaci. Per questo motivo la loro assunzione potrebbe essere sconsigliata in associazione a terapie concomitanti. È fondamentale, quindi, informare il medico se si stanno assumendo altri farmaci.

    Nel PDF di questo opuscolo, a pag. 17, sono riportati alcuni esempi di principi attivi dei farmaci con cui gli inibitori di pompa protonica possono interagire. Tuttavia la tabella rappresenta solo un riferimento e non è da considerarsi esaustiva.

    Precauzioni utili in viaggio

    • Prima di partire per un viaggio, assicurarsi che la scorta di farmaco sia sufficiente per la durata dell’intero soggiorno.
    • Se necessario acquistare il farmaco all’estero, verificare sempre che il medicinale acquistato contenga lo stesso principio attivo e dosaggio rispetto a quello abitualmente assunto.

    Ulteriori informazioni

    • È importante che lei sia correttamente informato dal medico sulla sua patologia, sulle finalità della terapia, sulle modalità di assunzione del farmaco, nonché sui rischi associati. È fondamentale, infatti, che segua correttamente la terapia prescritta. In caso di necessità un caregiver potrà sostenerla per l’assunzione regolare e corretta del farmaco.
    • È importante anche che sia consapevole della possibilità di interazioni tra questa terapia e alimenti, altri farmaci, integratori alimentari e/o prodotti naturali. Il medico e il farmacista possono darle le corrette indicazioni.

    Segnalazione delle reazioni avverse ai farmaci: Farmacovigilanza

    Se si notano delle reazioni avverse, quando si assumono dei farmaci, è opportuno effettuare una segnalazione di Farmacovigilanza.
    https://servizionline.aifa.gov.it/schedasegnalazioni/#/

    Con il termine Farmacovigilanza, si indica un sistema internazionale di sorveglianza sulla sicurezza d’uso dei farmaci e sulla comparsa di effetti indesiderati derivanti dall’utilizzo di qualsiasi farmaco. La Farmacovigilanza coinvolge a diversi livelli tutta la comunità: cittadini, pazienti, medici, operatori sanitari, aziende farmaceutiche e istituzioni.
    La normativa europea sulla farmacovigilanza richiede a tutti gli operatori sanitari e ai cittadini di segnalare qualsiasi sospetta reazione avversa (grave e non grave, nota e non nota), per alimentare un’importante fonte d’informazioni che vengono poi trasmesse agli Enti Regolatori (Agenzia Italiana del Farmaco e Ministero della Salute), mantenendo così un controllo continuativo sulla sicurezza d’uso dei farmaci.
    La Farmacovigilanza verifica quindi che i benefici di un farmaco in commercio siano sempre superiori ai suoi rischi, grazie alla costante analisi delle segnalazioni delle reazioni avverse. Ciò consente, quindi, di migliorare la qualità e l’efficacia delle terapie.
    Può inoltre rivolgersi al Servizio di Vigilanza sui Farmaci per richiedere un supporto per effettuare correttamente la segnalazione.

    Segnalazione delle reazioni avverse ai farmaci: Farmacovigilanza

    Se si notano degli effetti indesiderati nel periodo in cui si assumono integratori alimentari, prodotti naturali o di erboristeria è opportuno segnalarlo all’Istituto Superiore di Sanità, attraverso il seguente link:
    https://www.vigierbe.it

    Può inoltre rivolgersi al Servizio di Vigilanza sui Farmaci per richiedere un supporto per effettuare correttamente la segnalazione.

    Contatti

    Per consulenze specifiche sui farmaci che si assumono (riservate ai pazienti CRO) o per supporto a effettuare una segnalazione di farmacovigilanza o di fitovigilanza:
    Servizio di Vigilanza sui Farmaci, CRO Aviano
    Tel: 0434 659798
    e-mail: farmacovigilanza@cro.it

    Per ulteriori informazioni sul materiale informativo CROinforma
    Biblioteca Pazienti, CRO Aviano
    Tel. 0434-659467
    e-mail: people@cro.it

    Biblio-sitografia

    • Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Riassunto delle caratteristiche del prodotto e Foglietto illustrativo di: esomeprazolo, lansoprazolo, omeprazolo, pantoprazolo e rabeprazolo. Banca dati: AIFA Medicinali. Disponibile da: https://medicinali.aifa.gov.it/it/#/it/
    • Wolters Kluwer. LexidrugTM. Banca dati ad accesso riservato. Esomeprazole, Lansoprazole, Omeprazole, Pantoprazole, Rabeprazole.
    • DRUGBANK Online. Monografie Esomeprazole, Lansoprazole, Omeprazole, Pantoprazole and Rabeprazole. Disponibili da: https://go.drugbank.com/
    • Humanitas Research Hospital IRCCS. Monografie di esomeprazolo, lansoprazolo, omeprazolo, pantoprazolo e rabeprazolo. Disponibili da: https://www.humanitas.it/enciclopedia/wiki/principi-attivi/
    • Scarpignato C, Gatta L, Zullo A, Blandizi C. … Cannizzaro R. Effective and safe proton pump inhibitor therapy in acid-relates deseases – A position paper addressing benefits and potential arms of acid suppression. BMC Medicine 2016, 14:179
    Gli autori dichiarano di non avere conflitti di interesse per questa pubblicazione.
    Le informazioni riportate non sostituiscono il parere del medico.
    Aggiornato a Maggio 2026