Dragon Boat. Oncologia e sport

Dragon Boat. Oncologia e sport

Guida alla preparazione fisico-atletica per le donne operate di tumore al seno

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Indice

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Il presente manuale propone un percorso di esercizi fisici destinati a donne che praticano il Dragon Boat all’interno di squadre strutturate e sotto la supervisione di allenatori qualificati.
Gli esercizi descritti devono essere eseguiti solo dopo un adeguato confronto e con il consenso del proprio medico di riferimento, nel rispetto delle condizioni cliniche individuali e del percorso terapeutico personale.
Il programma di allenamento proposto è articolato in fasi progressive ognuna identificata da una banda colorata di facile riconoscimento; questa progressione è pensata per garantire sicurezza, gradualità e fattibilità nell’esecuzione degli esercizi, tenendo conto delle diverse tappe del recupero post-operatorio.
Il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, l’autrice Dalila Desirèe Gregori e i curatori, non rispondono di eventuali danni fisici conseguenti all’utilizzo improprio di questa guida.

Introduzione

L’attività fisica è da sempre un argomento di interesse per le persone che affrontano un tumore e per le loro famiglie. Spesso i pazienti si chiedono: quali benefici può avere l’esercizio fisico prima, durante e dopo le cure? Ci sono controindicazioni? Quanto e quale esercizio è consigliato? Può aiutare nella gestione degli effetti indesiderati delle terapie oncologiche e nel recupero psicofisico? La percezione dell’importanza dell’attività fisica nella riabilitazione oncologica è cresciuta negli anni, portando alla nascita di iniziative mirate a promuoverne la pratica in modo sicuro e consapevole, fra queste, la pratica del Dragon Boat per le donne operate di tumore del seno.
Proprio per questo motivo, la Biblioteca Scientifica e per i Pazienti del CRO di Aviano IRCCS ha accolto con entusiasmo la proposta dell’Associazione UGO (Unite Gareggiamo Ovunque) APS di Padova di realizzare insieme un manuale dedicato all’allenamento delle donne operate di tumore al seno nella disciplina del Dragon Boat.

A ispirare la collaborazione è stata la guida “Medicina & Sport: guida all’attività fisica per le donne operate di tumore al seno”, pubblicata nel 2020 dalla Biblioteca nel quadro delle attività di divulgazione del programma istituzionale “Patient Education & Empowerment (PEE)” del CRO. Questo programma, avviato nel 2010 sotto il coordinamento della Biblioteca Scientifica e per i Pazienti, e sostenuto negli anni da due progetti di ricerca finalizzata (RF-2010-2308141 e RF-2016-02364211) finanziati dal Ministero della Salute, si sviluppa sul lavoro di un team multidisciplinare (medici, ricercatori, personale sanitario, bibliotecari, esperti di informazione, associazioni di volontariato e rappresentanti dei pazienti) il cui obiettivo è migliorare la comunicazione tra pazienti e operatori sanitari, raccogliendo e rispondendo ai bisogni informativi e contribuendo al supporto del benessere di chi affronta la malattia.
Nel contesto della promozione dell’attività fisica, il programma di PEE del CRO si è tradotto in diverse iniziative. Oltre la già citata guida “Medicina & Sport”, sono stati realizzati diversi opuscoli della collana “CROinforma”, tra cui “Attività fisica: una mossa vincente”, dedicata a chi desidera praticare esercizio in autonomia, e il “Manuale per l’attività fisica adattata per le donne con tumore al seno”, rivolto ai laureati in scienze motorie che operano nell’ambito dell’attività fisica adattata (AFA).
Anche incontri divulgativi per approfondire i benefici dell’attività fisica trovano uno spazio strutturato nella programmazione PEE: la Biblioteca organizza infatti “incontri a tema” che coinvolgono pazienti e professionisti sanitari; questi appuntamenti si svolgono sia presso il CRO sia sul territorio, grazie alla collaborazione con i comuni e in occasione di eventi internazionali come il “World Cancer Day”.
Infine, il progetto “Medicina & Sport”: nato dalla collaborazione tra l’oncologia medica del CRO, ANDOS PN e l’Hospice Via di Natale e parte del programma PEE. Grazie alla guida della prof.ssa Dalila Desirée Gregori, autrice del programma di allenamento del presente manuale, questo progetto offre percorsi di attività fisica personalizzata per le donne operate al seno, dimostrando come lo sport possa diventare uno strumento concreto di benessere e recupero.
Questo manuale “Dragon Boat. Oncologia & Sport”, che amplia l’offerta informativa del programma PEE, si è arricchito della collaborazione dei professionisti del Dipartimento di Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria della Regione Veneto. Il Dipartimento coordina in Veneto una rete di strutture per attività fisico-motorie non sanitarie (DGRV 1464/2023): laureati in scienze motorie e fisioterapisti, formati dal coordinamento regionale, propongono percorsi AFA per gruppi omogenei in base alla patologia, favorendo la socializzazione e l’adesione ai trattamenti riabilitativi e il monitoraggio dei cambiamenti clinici da parte del personale di cura. Fra questi, il percorso dedicato al linfedema, molto comune nelle donne operate di tumore al seno.
In questo contesto, il Dipartimento ha finanziato (DGR n.1390/2023) l’Associazione UGO nella realizzazione di Open Days di avvicinamento alla pratica del Dragon Boat, al fine di incentivare l’attività fisica tra le donne con tumore al seno e approfondire i benefici di questa attività.

La realizzazione di “Dragon Boat. Oncologia & Sport” rappresenta per tutti noi un passo ulteriore per rispondere al bisogno delle donne che hanno avuto un tumore al seno, di migliorare la propria salute e qualità di vita. Inoltre, fornisce agli allenatori strumenti utili per garantire un allenamento sicuro ed efficace in questa disciplina che sta guadagnando sempre più attenzione anche nel mondo medico-scientifico.
Ci auguriamo che questo manuale possa diventare un prezioso strumento di supporto per atlete e allenatori, contribuendo a diffondere la consapevolezza che il Dragon Boat, oltre a migliorare il benessere fisico, può essere una straordinaria occasione di crescita, resilienza e condivisione.
Biblioteca Scientifica e per i Pazienti CRO Aviano

Come nasce il dragon boat in rosa e il progetto UGO

La pratica del Dragon Boat per le donne operate di tumore al seno ha origine nel 1996 grazie al progetto “A breast in a Boat”, ideato da Donald McKenzie, specialista in medicina sportiva e fisiologia dell’allenamento presso l’Università della British Columbia di Vancouver. Fino ad allora, la teoria medica prevalente sosteneva che, dopo un intervento al seno, fosse necessario evitare sforzi con la parte superiore del corpo per prevenire il linfedema, un gonfiore doloroso e debilitante del braccio.
McKenzie, invece, ipotizzò che l’esercizio fisico potesse avere effetti benefici e identificò il Dragon Boat, una disciplina sportiva che coinvolge attivamente la parte superiore del corpo, come attività adatta. Questa antica pratica orientale si svolge su imbarcazioni con testa e coda a forma di drago, lunghe 12,66 m e larghe 1,06 m, condotte da un timoniere e spinte da 20 pagaiatori al ritmo scandito da un tamburo.
Per verificare la sua teoria, McKenzie allenò 24 donne operate al seno, di età compresa tra i 31 e i 62 anni, con differenti esperienze motorie e livelli di forma fisica. Dopo sei mesi di allenamento, gareggiarono all’International Dragon Boat Festival di Vancouver, dimostrando che il movimento ritmico della pagaiata è una sorta di linfodrenaggio naturale che non solo non crea problemi al braccio, ma anzi ne migliora la funzionalità.
Ciò che nel 1996 ebbe inizio a Vancouver come prima e unica squadra formata da donne operate al seno, è oggi un fenomeno globale: oltre 250 squadre di Dragon Boat in rosa sono attive in tutto il mondo, di cui circa 60 in Italia.
La squadra UGO (Unite Gareggiamo Ovunque), unica nella provincia padovana, nasce nel giugno 2015 quando, nell’ambito della Breast Unit dello IOV di Padova, viene dato avvio a un progetto pilota, realizzato grazie alla collaborazione con la squadra di Dragon Boat dell’A.R.C.S. (Associazione Ricreativa, Culturale e Sportiva dei dipendenti dell’Università di Padova) e la Canottieri di Padova.
A conclusione del progetto, le donne partecipanti, avendo sperimentato i benefici di questa attività sportiva, hanno deciso di continuarla, arrivando a costituire l’Associazione UGO.
Il progetto si propone di promuovere l’attività fisica come strumento di riabilitazione e benessere psicofisico per le donne operate al seno.
Il Dragon Boat se praticato con la giusta tecnica, contribuisce allo sviluppo muscolare, migliora la funzione cardiovascolare e consente di modulare l’intensità dello sforzo in base all’età e alle capacità atletiche individuali.
Questo manuale nasce per offrire un supporto concreto alle donne operate al seno, proponendo esercizi mirati che massimizzano i benefici riabilitativi e atletici. L’adozione di un protocollo di allenamento controllato e progressivo,
con esercizi a terra e in acqua, consente una preparazione ottimale per
il Dragon Boat.
Inoltre, considerando la presenza di circa 60 squadre di Dragon Boat in rosa in Italia, la creazione di questo manuale specifico rappresenta uno strumento prezioso, utile sia alle squadre esistenti che a quelle emergenti, oltre che ai preparatori atletici che le seguono.
Alberto Colangelo, Sergio Lovison, Michele Galantucci, Allenatori UGO di Padova

Evidenze scientifiche di beneficio

Le linee guida dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) (Ligibel et al., 2022; Rock et al., 2020) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)(World Health Organization, 2020) sottolineano il ruolo cruciale dell’attività fisica regolare nella prevenzione dei tumori e nella riduzione del rischio di recidive nelle persone che hanno ricevuto una diagnosi di cancro. L’esercizio fisico, oltre a migliorare la forza muscolare e la resistenza, contribuisce al mantenimento di un adeguato peso corporeo, elementi fondamentali per la salute generale e il benessere psicofisico. Studi consolidati dimostrano una chiara associazione tra attività fisica e riduzione del rischio di sviluppare diversi tipi di tumori, in particolare quelli del colon, dell’endometrio, della vescica, dell’esofago e della mammella (Physical Activity Guidelines Advisory Committee, 2018). In tale contesto, l’esercizio non va inteso soltanto come componente dello stile di vita, ma come parte integrante del percorso di prevenzione, cura e riabilitazione oncologica.
Dopo un’operazione al seno, riprendere gradualmente il movimento è una fase importante e delicata del percorso di cura. Questo processo richiede attenzione, un programma personalizzato e il coinvolgimento di professionisti esperti. Al momento, la ricerca non ha ancora stabilito con certezza se iniziare a muovere il braccio nei primi giorni dopo l’intervento aumenti il rischio di complicazioni post-chirurgiche come gonfiore, accumulo di liquido sotto la pelle, problemi di cicatrizzazione o linfedema. Tuttavia, una revisione Cochrane (Stuiver et al., 2015) ha mostrato come iniziare la mobilizzazione subito dopo l’intervento non aumenta il rischio di sviluppare il linfedema rispetto ad un inizio più tardivo, e che le pazienti che si muovono prima tendono ad avere una migliore mobilità nelle prime settimane. Inoltre, l’esecuzione di esercizi di resistenza progressivi non sembrano aumentare il rischio di sviluppare linfedema, purché eventuali sintomi vengano monitorati e gestiti adeguatamente quando si manifestano.
Una recente revisione di studi clinici (Redemski et al., 2022) ha confermato che iniziare gli esercizi entro tre giorni dall’intervento migliora la mobilità del braccio, soprattutto nel sollevamento, senza aumentare i rischi per la ferita chirurgica, anche se l’impatto sul rischio di sviluppare il linfedema rimane incerto.
In generale, muoversi presto aiuta a recuperare più rapidamente l’autonomia nelle attività quotidiane e a migliorare la qualità della vita.
Nonostante questi dati incoraggianti, considerata l’incertezza delle evidenze scientifiche oggi a disposizione, si consiglia di intraprendere un trattamento riabilitativo personalizzato, definito in condivisione con l’equipe della Breast Unit e adattato alla situazione clinica della paziente. Il recupero funzionale richiede un’attenta valutazione fin dai primi giorni dopo l’intervento in cui medici, infermieri e fisioterapisti collaborano alla definizione del programma riabilitativo. La partecipazione attiva e la motivazione della paziente è fondamentale: i migliori risultati si ottengono con esercizi regolari e graduali, ascoltando i segnali del proprio corpo. Seguire il programma proposto dall’equipe aiuta a recuperare più velocemente e a prevenire eventuali complicanze.
Superata la prima fase riabilitativa, è importante continuare con un’attività fisica regolare e graduale, per mantenere e migliorare la mobilità, la forza muscolare e il benessere generale. Il ritorno all’attività fisica abituale è generalmente consigliato dopo almeno tre mesi dall’intervento, salvo diverse indicazioni da parte del chirurgo senologo e del chirurgo plastico. Tra le discipline suggerite nella fase post-riabilitativa, il Dragon Boat sta guadagnando crescente interesse, in particolare tra le donne operate per carcinoma mammario. Questa disciplina sportiva, nata in Cina più di duemila anni fa, è stata progressivamente introdotta anche in ambito medico-riabilitativo. A partire dagli anni 2000, diversi studi hanno contribuito a ridimensionare il timore che l’esercizio vigoroso della parte superiore del corpo possa aumentare il rischio di linfedema. In particolare, il movimento del pagaiare è stato associato a un possibile effetto protettivo, soprattutto in pazienti sottoposte a dissezione ascellare, radioterapia o a entrambe le procedure. Una recente revisione sistematica della letteratura (Herrero-Zapirain et al., 2024), ha evidenziato miglioramenti nella qualità della vita delle donne operate per carcinoma mammario che praticano la disciplina del Dragon Boat.
Uno degli aspetti più interessanti di questa disciplina è che, a differenza di altri sport, viene praticata in programmi strutturati di lunga durata, offrendo benefici più stabili nel tempo. Tra gli effetti positivi più rilevanti vi è la riduzione della fatigue, un sintomo debilitante spesso descritto come una sensazione persistente e angosciante di stanchezza fisica, emotiva e cognitiva (Denieffe et al., 2021).
Ma il Dragon Boat non è solo un’attività sportiva. Oltre ai benefici fisici, rappresenta una potente risorsa psicologica e sociale. Partecipare a un equipaggio significa entrare a far parte di una squadra in cui il supporto reciproco, la condivisione dell’esperienza oncologica e il senso di appartenenza diventano strumenti fondamentali per il benessere emotivo. Studi scientifici (Ray & Verhoef, 2013) confermano che la pratica di questo sport può ridurre stress, ansia e paura, migliorando l’autostima e la fiducia in sé stessi.
In definitiva, il Dragon Boat può essere molto più di uno sport per le donne operate per carcinoma mammario. La combinazione tra esercizio fisico, supporto sociale e divertimento lo rende un’attività altamente consigliabile, con potenziali benefici non solo sulla qualità di vita, ma anche sul percorso di recupero e sul decorso della malattia. Questa guida fornisce informazioni e supporto pratico ad allenatori e atlete affinché il Dragon Boat possa diventare una nuova rotta verso il benessere.
Alberto Colangelo, Sergio Lovison, Michele Galantucci, Allenatori UGO di Padova
Simon Spazzapan, SOC Oncologia medica e prevenzione Oncologica, IRCCS CRO Aviano
Fabio Puglisi, Direttore Dipartimento Oncologia Medica, IRCCS CRO Aviano; Direttore della scuola di specializzazione in Oncologia medica, Università degli studi di Udine
Patrizio Sarto, UOC Medicina dello Sport, Centro di riferimento regionale per lo sport nei giovani con cardiopatia
Alberto Marchet, Direttore Chirurgia Senologica I, IRCCS IOV Padova
Giampietro Bonivento, Direttore sanitario DM Riabilita (UILDM), Marghera
Stefano Bargellesi, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione Ospedale-Territorio; Direttore della UOC di Medicina Fisica e Riabilitativa; Ospedali di Dolo-Mirano-Noale, di Mestre e di Venezia

Guida all’utilizzo del manuale

Questo manuale è stato elaborato per fornire agli allenatori di Dragon Boat uno strumento per costruire un percorso di allenamento specifico per le donne operate di tumore al seno, affinché raggiungano una corretta preparazione fisica e una buona performance atletica in acqua. L’utilizzo di questo manuale per la preparazione allo sport del Dragon Boat è indicata per chi ha già ottenuto l’approvazione del medico di riferimento.
Per elaborare l’attività di seguito proposta, ho chiesto alle atlete dell’Associazione UGO di sottoporsi a test motori per raccogliere un feedback di quanto proposto e rilevare gli eventuali punti deboli e criticità. Questi dati preliminari mi hanno consentito di selezionare gli esercizi e il lavoro motorio da svolgere durante gli allenamenti, rispecchiando le necessità emerse. Dalla mia esperienza di lavoro decennale con le donne operate di tumore al seno, suggerisco quindi di effettuare i seguenti test nel momento della presa in carico dell’atleta: monitoraggio della frequenza cardiaca con cardiofrequenzimetro e saturimentro, valutazione della flessibilità e della forza degli arti superiori e inferiori, della mobilità funzionale e dell’equilibrio prestando attenzione alle atlete che fanno radioterapia o chemioterapia.
Poiché l’obiettivo primario è la performance in sicurezza e la tutela della salute, l’allenatore dovrà costruire l’allenamento adeguando quanto proposto alle caratteristiche della persona e alla fase del percorso terapeutico che l’atleta sta attraversando. Consiglio di inserire nel programma di allenamento una serie di esercizi di mobilità generale prima di svolgere lo stretching funzionale. In questo modo l’allenatore potrà analizzare lo status di mobilità articolare dell’atleta e quindi predisporre un piano di allenamento personalizzato. Raccomando, alle atlete, di svolgere gli allenamenti sotto la supervisione del proprio allenatore e di fermarsi durante l’esecuzione degli esercizi prima di avvertire dolore; agli allenatori di supervisionare le atlete durante l’allenamento monitorando livello di sforzo e l’intensità del dolore utilizzando la scala di Borg e di Vas con regolarità.
Questo volume è costituito da più parti consecutive, nelle quali gli esercizi sono proposti secondo una progressione di intensità, volume, frequenza e specificità; inoltre, gli esercizi sono accompagnati da un’indicazione di ripetizioni o tenuta, oltre ai consigli per un’esecuzione corretta e precisa. Per ulteriori approfondimenti ed esercizi di mobilità consiglio di far riferimento al manuale “Medicina & Sport” (www.croinforma.it/medicina-e-sport/)
Per un allenamento funzionale è indicato svolgere metodicamente il capitolo “Esercizi propedeutici all’attività in acqua”, così da poter raggiungere una solida preparazione fisica e in seguito poter lavorare in sicurezza.
Il capitolo “Esercizi per aumentare la forza” va sempre eseguito dopo aver raggiunto e consolidato gli obiettivi del capitolo precedente e senza presentare nessuna difficoltà di tipo funzionale.
Non è possibile determinare a priori la tempistica di svolgimento di questo percorso, poiché essa dipende dalla progressione personale e dagli obiettivi che si pone l’allenatore. Ad esempio se viene effettuato un allenamento a settimana è consigliato svolgere questo programma per almeno 2-3 mesi.
La sezione che riguarda gli esercizi isotonici, isometrici e pliometrici è strutturata secondo schemi che si possono comporre e ripetere a seconda delle esigenze specifiche.
Il manuale conclude la sezione di allenamento “a secco” con dei programmi di allenamento che possono aiutare gli allenatori nella definizione di un efficace percorso atletico.
Nelle parti riguardanti le proposte di allenamento in coppia o in gruppo consiglio di seguire con scrupolosità le varie fasi breve, intermedio, lungo per raggiungere e consolidare al meglio gli obbiettivi.
L’ultimo capitolo riporta le indicazioni per il corretto svolgimento dell’attività in acqua.
Desidero ringraziare le atlete della squadra UGO di Padova per aver partecipato con entusiasmo alle attività proposte e, in particolare, Cristina, Antonella e Agnese Valentina per aver gentilmente dedicato il loro tempo e la loro immagine per questo progetto: senza di voi non sarebbe stato possibile realizzare questo manuale.
Auguro a tutti una buona attività!
Dalila Desirée Gregori, già Docente di Scienze Motorie