Alimentazione e chemioterapia

Alimentazione e chemioterapia

Informazioni generali e pratiche sull’alimentazione e su alcune difficoltà nutrizionali che si possono incontrare durante la chemioterapia

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Gentile paziente, Gentile familiare

Con questa guida il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano si propone di dare informazioni generali e pratiche sull’alimentazione e su alcune difficoltà nutrizionali che si possono incontrare durante la chemioterapia.
Ulteriori aspetti dell’alimentazione durante la chemioterapia (diete, integratori alimentari…), vengono trattati in Incontri a tema con pazienti e cittadini che si svolgono regolarmente nel nostro Istituto.

È importante confrontarsi con il proprio medico o con l’équipe di cura per capire quali siano gli accorgimenti alimentari più opportuni nel periodo della chemioterapia. Si potrà essere indirizzati a un Servizio di Dietetica per un supporto nutrizionale nel periodo del trattamento.

Quali sono i vantaggi di curare l’alimentazione

Durante la chemioterapia, mangiare in modo appropriato ed essere attivi fisicamente aiuta a:

  • mantenere stabile il peso (o a raggiungerne uno adeguato);
  • prevenire importanti carenze o discontinuità nell’alimentazione;
  • prevenire la perdita di massa muscolare;
  • limitare la ritenzione di liquidi;
  • mantenere le proprie energie;
  • mantenere efficienti le funzioni dell’organismo, comprese le sue difese;
  • attenuare alcuni disagi dovuti al trattamento, come la diversa percezione dei gusti, la nausea, l’intolleranza a certi alimenti ecc.

Cosa fare prima del trattamento

Prima di iniziare la chemioterapia è utile:

  • chiedere al medico indicazioni per la propria alimentazione. Se lo ritiene necessario, indicherà una consulenza nutrizionale specialistica;
  • segnalare al medico problematiche e cambiamenti che possono interferire con la propria alimentazione, in particolare:
    • il calo o l’aumento di peso involontario,
    • la difficoltà ad assumere certe categorie di alimenti,
    • la difficoltà a deglutire,
    • le modificazioni nella propria abitudine di andare al bagno;
  • segnalare al medico i farmaci, gli integratori alimentari e i prodotti erboristici che si
    assumono. Alcuni di questi possono interferire con i farmaci della chemioterapia;
  • segnalare al medico se si segue già una dieta e se si hanno allergie alimentari;
  • preparare una lista di domande sulla propria alimentazione, da porre durante la visita;
  • fare un controllo dal dentista per sanare eventuali problemi ai denti o alle protesi, che
    possono interferire con l’alimentazione;
  • procurarsi in anticipo alimenti sani, di proprio gusto e facili da preparare;
  • chiedere collaborazione ad amici e familiari per fare la spesa e preparare i pasti.

Come affrontare eventuali problemi di nutrizione

Durante la chemioterapia si possono sperimentare giorni positivi o negativi quando si tratta di mangiare.
In generale può essere utile:

  • consumare pasti leggeri il giorno prima della chemioterapia;
  • fare uno spuntino leggero un’ora prima della chemioterapia;
  • consumare i cibi che si preferiscono;
  • mangiare quando si ha più fame;
  • fare pasti più piccoli e frequenti durante la giornata, piuttosto che tre pasti abbondanti;
  • bere abbondantemente tra i pasti, meno durante il pasto;
  • se non ci si sente di mangiare, non insistere e riprovare in un altro momento.

Cosa preferire in presenza di alcuni disturbi

SE LA PERCEZIONE DEI GUSTI È MODIFICATA

La chemioterapia può provocare modificazioni alla mucosa della bocca (dove si trovano le papille gustative) e alla mucosa olfattiva.
Di conseguenza il senso del gusto e dell’olfatto possono temporaneamente modificarsi.
Di solito torna tutto alla normalità una volta conclusa la terapia.

Cibi e bevande possono assumere un gusto insolito o meno intenso. Ad esempio il dolce o il salato possono essere percepiti meno intensamente, l’amaro più intensamente. Può anche essere percepito un gusto di metallo, mai sperimentato prima.
In questa situazione potranno esserci nuove preferenze per il cibo e anche nuove avversioni. È opportuno adattare la propria alimentazione in funzione di questi cambiamenti.

I farmaci che maggiormente modificano la percezione del gusto sono: cisplatino e carboplatino, doxorubicina, ciclofosfamide, citarabina, metotrexate, vincristina, 5-fluorouracile.

Suggerimenti utili

  • Scegliere ciò che più soddisfa i propri gusti. Sperimentare modi diversi di preparare o gustare i cibi. Questo aiuta a non limitarsi/rassegnarsi a mangiare di meno o meno vario solo perché sono cambiati i gusti.
  • Rendere partecipi i familiari e gli amici dei cambiamenti del gusto che si stanno vivendo, così possono collaborare a realizzare opportuni accorgimenti.
  • Sostituire gli alimenti che non sono più graditi con altri di valore nutritivo simile. Fare un
    numero di pasti che permetta di mantenere una buona entrata complessiva dei vari nutrienti.
  • Attenuare un gusto o un odore spiacevoli o troppo forti in questo modo:
    • se si percepisce un gusto metallico, sostituire le posate in metallo con posate in
      plastica e consumare cibi dal gusto delicato (es. pesce, carne bianca ecc.);
    • se si percepisce un gusto amaro del cibo, consumare cibi poco saporiti (es. riso, pasta, pasta con ripieno, pane, patate, latte vegetale o vaccino, se tollerato);
    • se non si percepisce il salato o il dolce, aggiungere spezie (es. rosmarino, curry, cannella);
    • se il sapore è troppo forte, diluire cibi e bevande con acqua o latte vegetale o vaccino, se tollerato;
    • se l’odore dà fastidio, consumare i cibi freddi o a temperatura ambiente;
    • se gli odori in cucina sono sgradevoli, utilizzare coperchi e aspiratori d’aria e arieggiare gli ambienti dove si mangia.
  • Consumare qualche caramella, perché stimola la salivazione e aiuta a recuperare il senso del
    gusto. Evitarne però un uso eccessivo, perché contengono zucchero o sostanze con effetto lassativo.

SE CI SONO DISTURBI ALLA BOCCA

Durante la chemioterapia la mucosa della bocca potrebbe arrossarsi e si potrebbero avvertire alcuni fastidi quando si mangia o si beve (es. pizzicore). Potrebbero manifestarsi alcune lesioni, in genere di piccole dimensioni, chiamate afte o ulcere, che possono provocare dolore, gonfiore e difficoltà a masticare.
Sono sintomi temporanei che di solito rientrano in un paio di settimane.

Nel periodo della chemioterapia potrebbe diminuire la produzione della saliva. Ciò può determinare qualche difficoltà a masticare o a deglutire.

I farmaci che maggiormente causano disturbi alla mucosa sono: capecitabina, 5-fluorouracile, metotrexate, taxani (paclitaxel e docetaxel), ciclofosfamide e ifosfamide. La probabilità che causino disturbi è più alta se si utilizzano alte dosi di farmaco.

Suggerimenti utili

  • Regolare la consistenza dei vari cibi in modo che risultino morbidi. In questo modo potranno essere masticati in maggior quantità e senza troppo sforzo.
    Può essere utile:

    • prolungare la cottura dei cibi fino al raggiungimento di una consistenza morbida;
    • frullare/triturare i cibi per dare una consistenza cremosa.
  • Preferire piatti freddi o a temperatura ambiente, perché il freddo allevia il fastidio a masticare e il senso di bocca secca. I gelati, i sorbetti o la frutta congelata (es. a cubetti),
    possono dare sollievo alla mucosa e alla secchezza della bocca.
  • Preferire la cannuccia per assumere liquidi o frullati.
  • Evitare cibi e bevande con caratteristiche acide, che possono accentuare la sensazione di bruciore alla mucosa. Essi comprendono: gli agrumi (es. limone, arancio), il kiwi, il pomodoro crudo, l’aceto, le bibite gassate.
  • Evitare i cibi molto secchi, che possono provocare dolore alla mucosa. Essi comprendono: pane e
    derivati croccanti, fette biscottate, prodotti tostati, snack in barretta.
  • Evitare alimenti eccessivamente salati o eccessivamente speziati.
  • Evitare l’alcol, soprattutto le bevande in cui è presente in gradazione elevata.

Il miele può favorire la guarigione della mucosa della bocca ed essere di aiuto per ridurre il dolore e il gonfiore. Può essere assunto un cucchiaio di miele tre volte al giorno, che verrà trattenuto in bocca per almeno 20 secondi.

SE CI SONO NAUSEA O VOMITO

Si possono manifestare con una certa frequenza durante la chemioterapia. Possono insorgere:

  • poco prima della terapia (in questo caso sono chiamati nausea e vomito anticipatori);
  • poco dopo la terapia;
  • a distanza di alcuni giorni dalla terapia.

I farmaci che provocano maggiormente nausea e vomito sono: cisplatino, antracicline (adriamicina o doxorubicina ed epirubicina), ciclofosfamide, procarbazina.

Nel caso in cui siano prescritti dei farmaci che inducono nausea e vomito, l’oncologo prescriverà
anche dei farmaci per contrastare questi sintomi.
È molto importante assumere questi farmaci esattamente come indica l’oncologo, perché la nausea e il vomito è più facile prevenirli piuttosto che trattarli quando sono presenti.

Suggerimenti utili

  • Fare un pasto leggero il giorno della chemioterapia.
  • Preferire cibi “asciutti” se si manifesta nausea (es. gallette di riso, cracker).
  • Preferire cibi facili da digerire.
  • Fare tanti piccoli pasti durante il giorno.
  • Bere piccole quantità di liquidi lontano dai pasti, ad esempio acqua minerale, tonica, gazzosa, limonata o ginger (quest’ultime, se tollerate). Oppure consumarle sottoforma di ghiaccioli. Questo è importante soprattutto se ci sono stati episodi di vomito.
  • Masticare e bere lentamente.
  • Mangiare i cibi a temperatura ambiente se gli odori danno fastidio.
  • Mangiare in un ambiente confortevole (es. ben arieggiato, non troppo caldo e senza odori di cucina).
  • Evitare cibi difficili da digerire (es. cibi fritti o molto grassi).
  • Evitare cibi con odori forti.
  • Evitare cibi molto speziati.
  • Evitare di coricarsi nella prima ora dopo aver mangiato.

Lo zenzero (o ginger) è una spezia che potrebbe essere di aiuto per contrastare la nausea, se usato assieme ai farmaci per contrastare nausea e vomito. A questo scopo può essere utilizzato, ad esempio, 2-4 volte al giorno nella quantità complessiva di 0,5-2 grammi, come polvere sotto forma di integratore erboristico, reperibile in farmacia e/o erboristeria. Può essere iniziato tre giorni prima e terminato tre giorni dopo la chemioterapia.
Lo zenzero non andrebbe assunto in concomitanza con i farmaci contenenti nifedipina, farmaci anticoagulanti/fluidificanti del sangue (es. warfarin, dabigatran, ticlopidina ecc.), antinfiammatori non steroidei (es. acido acetilsalicilico, ibuprofene), farmaci per abbassare il glucosio nel sangue, tacrolimus e ciclosporina. Potrebbero infatti manifestarsi effetti indesiderati o variazioni nell’efficacia di questi farmaci.

SE C’È STIPSI

La stipsi potrebbe insorgere come conseguenza del trattamento con alcuni farmaci chemioterapici, antivomito e antidolorifici.

I farmaci chemioterapici che inducono maggiormente la stipsi sono: vinblastina, vincristina e vinorelbina. Provocano stipsi anche i farmaci oppiacei che possono essere prescritti per il controllo del dolore.

Suggerimenti utili

  • Consumare più cibi integrali, ad esempio pane integrale a lievitazione naturale, riso integrale, farro e orzo non perlati.
  • Consumare in generale verdura cotta, legumi (fave, piselli, ceci, fagioli, lenticchie), insalata.
  • Consumare frutta fresca, soprattutto pere, susine, kiwi, prugne.
  • Mantenersi ben idratati. Potrebbe essere di aiuto bere succo di prugna, pera o una bevanda a base di succo di mela e agar-agar.
  • Fare regolarmente attività fisica.
  • Fare riferimento al medico per consigli o per regolare ulteriormente l’alimentazione, se con questi suggerimenti la stipsi persiste.

SE C’È DIARREA

La diarrea è una condizione caratterizzata dalla presenza di diverse evacuazioni di feci liquide (almeno 4-5 al giorno).
Può portare a disidratazione, perdita di peso e debolezza.
Alcuni farmaci chemioterapici la possono indurre, ad esempio la capecitabina e il 5-fluorouracile.
La diarrea può anche essere causata da una diminuita capacità di assorbire il lattosio (malassorbimento del lattosio). Questa condizione può verificarsi a causa della chemioterapia e può scomparire quando questa è terminata. Gli effetti del malassorbimento del lattosio sono mal di pancia, gonfiore alla pancia, nausea, con o senza un aumento delle evacuazioni, dopo aver mangiato latticini.

Suggerimenti utili

  • Bere molto lontano dai pasti, soprattutto acqua (circa 8-10 bicchieri al giorno). Possono
    essere utili anche gli integratori salini.
  • Evitare le bevande alcoliche, quelle contenenti caffeina e le bevande troppo calde o troppo fredde.
  • Preferire alimenti poveri di fibre: riso, miglio decorticato (anche preparati come crema), pasta, pane, patate, carote.
  • Preferire pesce azzurro e carni magre, cotti con metodi semplici (senza grassi).
  • Preferire frutta fresca: mele, banane, albicocche, pesche, limone (se tollerato).
  • Evitare gli alimenti ricchi di fibre grezze e scorie (legumi con buccia, verdure in foglia).
  • Preferire lo yogurt bianco naturale ed evitare il latte e i suoi derivati.
  • Fare preferibilmente piccoli pasti frazionati.
  • Possono essere utili anche alcuni alimenti della cucina macrobiotica (es. il miso) da mangiare come zuppa.
  • I probiotici possono dare un aiuto a riequilibrare l’intestino. Il loro utilizzo va preferibilmente valutato dal medico, sulla base delle condizioni della persona. I probiotici che contengono i ceppi Saccharomyces Boulardii e Saccharomyces Cervisiae non sono indicati in coloro che hanno un dispositivo di accesso vascolare o assumono farmaci immunosoppressori o presentano neutropenia, poiché in queste situazioni si sono talvolta verificate infezioni causate da questi ceppi. In caso di malassorbimento del lattosio preferire le formulazioni di probiotici che non lo contengono.

SE C’È CALO DI PESO

Durante la chemioterapia si può calare di peso:

  • perché la chemioterapia può dare nausea, vomito, diarrea, modificazioni del gusto o dolore a masticare e deglutire;
  • perché può calare l’appetito quando ci si sente stanchi o l’umore è sottotono.

Cosa può comportare il calo di peso:

  • sentirsi deboli e affaticati;
  • avere difficoltà a riprendersi dalla malattia;
  • contrarre con più facilità altre malattie o infezioni;
  • perdere massa muscolare.

La perdita di massa muscolare o cachessia, è particolarmente dannosa, perché peggiora sia la qualità di vita, sia le possibilità di recupero della persona. È una condizione che va sempre
prevenuta e contrastata. Può insorgere anche in chi è già in sovrappeso quando inizia la chemioterapia.
La perdita di peso va tenuta sotto controllo.

È necessario recarsi dal medico se:

  • si perdono più di 1,5 kg alla settimana;
  • si perdono 0,5 kg o più alla settimana per due settimane;
  • si perdono 3 kg o più in un mese;
  • si perdono 6 kg o più in sei mesi;
  • non si riesce a mangiare per almeno due giorni;
  • non si riesce a bere o si beve poco;
  • si vomita regolarmente anche prendendo i farmaci antivomito prescritti;
  • il vomito dura più di 24 ore;
  • si ha diarrea da più di due giorni;
  • si avverte dolore alla bocca mentre si mangia;
  • si avverte dolore a deglutire;
  • non si hanno movimenti intestinali di feci o aria da più di due giorni.

Per contrastare il calo di peso e di massa muscolare durante la chemioterapia è utile:

  • tenere con sé spuntini energetici a elevato contenuto di proteine da consumare fuori casa;
  • aumentare la quantità di calorie: consumare frutta secca e alimenti non a ridotto contenuto di grasso. Limitare il più possibile i grassi trans prodotti industrialmente, ad esempio le margarine;
  • aumentare la quantità di proteine: utile consumare pesce, carne bianca, uova (non crude), ricotta, quinoa, tofu, legumi, pasta di nocciola, di mandorla o di altra frutta in guscio (non prodotta in casa);
  • se è presente diarrea, utilizzare prodotti privi di lattosio;
  • praticare esercizio fisico per aumentare l’appetito e ridurre lo stress.

Quando si presenta una perdita di peso involontaria il medico potrebbe ritenere necessaria la prescrizione di una adeguata terapia dietetico-nutrizionale e/o farmacologica.

SE C’È AUMENTO DI PESO

Durante la chemioterapia si può aumentare di peso:

  • per effetti dovuti ad altri medicinali prescritti durante la chemioterapia (es. medicinali cortisonici o antidepressivi);
  • per eccessiva assunzione di cibo a causa dello stress;
  • per diminuzione dell’attività fisica;
  • per cambiamenti ormonali che si possono verificare (es. una menopausa anticipata in alcune donne).

Quali sono i rischi dell’aumento di peso:

  • maggior stanchezza e affaticamento;
  • insorgenza di altre malattie (es. del cuore, dei vasi sanguigni, diabete);
  • maggiore probabilità di avere una ricaduta della malattia tumorale;
  • maggiore probabilità di avere altri tumori;
  • minore autostima o umore sottotono.

A oggi i dati scientifici suggeriscono che il controllo del peso sia particolarmente importante per coloro che hanno un tumore al seno, al colon o alla prostata.

Per tenere sotto controllo il proprio peso è utile:

  • seguire una dieta bilanciata su indicazione dello specialista del Servizio di Dietetica;
  • evitare diete drastiche che fanno perdere peso in poco tempo;
  • scegliere piatti salutari, a basso contenuto di grassi e farsi servire le salse e i condimenti a parte, se si mangia fuori casa;
  • fare spuntini leggeri a base di verdura o frutta fresche;
  • preferire le verdure, i cereali integrali e i legumi;
  • limitare i cibi che contengono molti grassi: carne rossa, cibi fritti, salse e intingoli, dolci;
  • limitare il sale;
  • limitare le porzioni di cibo;
  • evitare le bibite zuccherate;
  • aumentare l’esercizio fisico con accorgimenti nella vita di tutti i giorni: limitare il trasporto in auto, l’uso dell’ascensore, programmare dell’attività fisica adatta alle proprie possibilità, controllare la propria attività fisica con un misuratore di passi;
  • avviare un programma di attività fisica personalizzato con personale qualificato.

SE C’È CALO DELL’APPETITO

Il calo dell’appetito è un sintomo comune quando si fa la chemioterapia. Con degli accorgimenti, è possibile stimolare l’appetito.

Può essere utile

  • Fare del movimento all’aria aperta prima di mangiare;
  • Variare i cibi e provare nuove ricette;
  • Mangiare in compagnia di amici o familiari;
  • Mangiare in un ambiente gradevole;
  • Rendere il piatto visivamente appetibile: disporre e accostare bene i cibi;
  • Mangiare secondo la propria sensazione di fame.

PRECAUZIONI IN CASO DI NEUTROPENIA

La neutropenia è una condizione che può ricorrere in alcuni momenti nel corso della chemioterapia. È caratterizzata da un abbassamento marcato dei neutrofili (meno di 1000 per microlitro di sangue) con un aumento del rischio di contrarre delle infezioni importanti.
Per questa condizione e importante assicurare una buona igiene degli alimenti per prevenire eventuali infezioni.

Precauzioni da adottare

  • Eseguire sempre un’accurata igiene delle mani prima e dopo aver manipolato il cibo e sempre prima di mangiare. Asciugare perfettamente le mani.
  • Tenere un buon livello di cura e igiene della bocca.
  • Mantenere gli utensili della cucina sempre puliti e i piani di lavoro regolarmente
    disinfettati con detergenti contenenti cloro (si trovano comunemente al supermercato).
  • Per i cibi in particolare:
    • verificare l’integrità dei prodotti alimentari che si acquistano;
    • cuocere sempre bene la carne, le uova, il pesce;
    • consumare subito dopo la preparazione i cibi cotti, altrimenti conservarli in frigo. Non
      lasciarli a temperatura ambiente per più di un’ora;
    • scongelare i cibi nel microonde o nel frigorifero, non all’aria aperta;
    • evitare gli insaccati;
    • consumare entro 24 ore gli avanzi, che devono essere tenuti in frigo e riscaldati ad almeno 75°;
    • evitare tutti i prodotti crudi non pastorizzati;
    • igienizzare accuratamente frutta e verdura;
    • sbucciare la frutta prima di consumarla;
    • evitare la frutta essiccata;
    • utilizzare le borse frigo per trasferire i cibi congelati/surgelati;
    • tenere separati nel frigo frutta e verdura da altri alimenti crudi (carne, uova, pesce).
      Tenere carni e pesce crudo nelle parti inferiori del frigo, i cibi cotti nella parte
      superiore. Non riempire troppo il frigo, per consentire che la sua temperatura rimanga adeguata;
    • evitare frutta che non può essere ben lavata o sbucciata (es. frutti di bosco raccolti e consumati al momento);
    • non consumare alimenti o integratori che contengono lieviti/muffe vivi (es. gorgonzola), probiotici che contengono Saccharomyces boulardii/cerevisiae ecc.;
    • bere acqua minerale in bottiglia;
    • preparare infusi e tisane sempre con acqua bollente;
    • non lasciare a temperatura ambiente le bevande aperte per più di due ore;
    • lavare le cime di bottiglie e lattine prima di aprirle in modo che il cibo o liquido
      all’interno non venga contaminato da organismi presenti sul coperchio nel momento in cui viene versato;
    • non mettere il cibo caldo nel frigorifero. Lasciarlo a temperatura ambiente (per non più di un’ora) prima di metterlo in frigo;
    • non usare il forno a microonde per cuocere ma solo per scongelare o riscaldare.
  • Se si mangia fuori casa:
    • consultare il medico per avere un parere sui rischi che si corrono nel mangiare fuori. Barbecue e pic-nic non sono raccomandati;
    • assicurarsi che il cibo sia stato preparato al momento e non scaldato da forni o lampade a calore;
    • evitare di mangiare al bar, presso furgoni o bancarelle, ai fast-food;
    • evitare il ghiaccio da macchine per il ghiaccio;
    • accertarsi delle norme di igiene del ristorante.

I consigli in sintesi

Appendice alla Guida pratica Alimentazione e Chemioterapia

alterazione gusti afte – ulcere nausea – vomito stipsi diarrea calo di peso aumento di peso calo di appetito neutropenia precauzioni
ambiente arieggiato e confortevole
tanti piccoli pasti
dieta bilanciata
masticare e bere lentamente
bevande troppo calde o fredde NO calde NO calde NO
bibite gasate NO NO zuccherate
bibite con caffeina NO
fare particolarmente attenzione alla propria idratazione SÌ, se vomito
utilizzo cannuccia
integratori salini SÌ, se indicato dal medico SÌ, se indicato dal medico
cibi facili da digerire
cibi con odori forti NO
cibi freddi o a temperatura ambiente
diluizione cibi SÌ, per attenuare intensità dei gusti SÌ, per ammorbidire i cibi
uso spezie NO NO
zenzero SÌ, se compatibile con eventuali farmaci
cibi molto cotti – morbidi
cibi frullati – triturati
latte vegetale (riso, avena, soia ecc.) SÌ, se causata da mal‐assorbimento del lattosio
latte vaccino NO
yogurt bianco (se tollerato) e probiotici NO, se contengono
Saccharomyces boulardii,
Saccharomyces cerevisiae
cibi preparati con lieviti/muffe vivi (gorgonzola, formaggio Brie) NO
prodotti crudi non pastorizzati (latte, succhi di frutta) NO
miele
alimenti acidi (agrumi, kiwi, pomodoro crudo, aceto) NO
alterazione gusti afte – ulcere nausea – vomito stipsi diarrea calo di peso aumento di peso calo di appetito neutropenia precauzioni
riso e miglio
creme di cereali o legumi NO di legumi o cereali integrali
miso come zuppa o condimento per cereali
cibi secchi (pane e derivati croccanti, fette biscottate, prodotti tostati, snack
in barretta, gallette di riso salate, crackers)
NO
pane o farinacei troppo induriti dalla cottura al forno NO NO NO NO NO NO NO NO NO
pesce azzurro (ad esempio sardine, aringa, alici o acciughe, sgombro) e salmone
carne, uova e pesce solo ben cotti
verdure crude in foglia NO SÌ, solo se igienizzate (igienizzare anche le verdure già lavate in busta)
verdura cotta (in foglia, broccoli, cavoli…)
legumi (fave, piselli, ceci, fagioli, lenticchie) NO
carote
spuntini a base di verdura
frutta fresca – soprattutto prugne, susine, pere NO
frutta fresca – soprattutto mele, banane, albicocche, pesche
limone NO
kiwi NO NO
spuntini energetici a elevato contenuto di proteine
frutta secca SÌ, se acquistata in confezione integra
frutta essicata NO
frutta sbucciata
pasta di nocciola, mandorle o altra frutta a guscio NO, se prodotta in casa

: Particolarmente indicato
: Non indicato, preferibilmente evitare
: Non ci sono indicazioni particolarmente favorevoli o contrarie.
Da assumere nel contesto della propria alimentazione varia e bilanciata

Servizi e Contatti

SOC Anestesia, Rianimazione e Terapia intensiva, CRO Aviano

Consulenze nutrizionali personalizzate ai pazienti CRO.
Tel. 0434 659367

SOC di Gastroenterologia Oncologica Sperimentale, CRO Aviano

Visite specialistiche per i pazienti con specifiche problematiche che riguardano l’Apparato digerente. Si accede con impegnativa dello specialista oncologo o del Medico di Medicina Generale.
Le visite si prenotano al CUP.
Tel. 0434 659900

SOC Farmacia, CRO Aviano: Servizio di vigilanza sui farmaci

Consulenze personalizzate su interazioni tra alimenti/integratori alimentari e farmaci.
Accesso libero ai pazienti CRO.
Tel. 0434 659798

Biblioteca Pazienti, CRO Aviano

Disponibilità di materiale informativo (opuscoli) e libri divulgativi sull’alimentazione in oncologia. Ricerca di materiale informativo su richiesta. Informazioni per Incontri a tema su alimentazione.
Accesso libero.
Tel. 0434 659467

Biblio-sitografia

Ultima verifica a siti web e banche dati: febbraio 2022

Autori del testo:

Emanuela Ferrarin, farmacista, Biblioteca Pazienti e Centro d’informazione sul farmaco per l’Area vasta (CIFAV-Onlus)
Luigi Cristiano, infermiere, Oncologia Chirurgica
Gli autori del testo afferiscono al CRO Aviano

Revisori critici:

Simon Spazzapan, medico oncologo, Oncologia Medica, CRO Aviano
Raffaella Magris, biotecnologo, Master in Nutrizione e Dietetica, SOC Gastroenterologia Oncologica Sperimentale, CRO Aviano
Matteo Borghi, dietista, SOC Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, CRO Aviano
Giorgio Giorda, medico oncologo, ginecologo, nutrizionista, SOC Chirurgia Oncologica Ginecologica, CRO Aviano
Carlos A. Bertuzzi, medico anestesista, SOC Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, CRO Aviano
Renato Cannizzaro, Stefania Maiero, Mara Fornasarig, medici gastroenterologi, SOC Gastroenterologia Oncologica Sperimentale, CRO Aviano
Giulia Fornasier, Sara Francescon, farmaciste, SOC Farmacia, CRO Aviano
Mariateresa Casarotto, biologo, SOC Immuno-biomarcatori oncologici, CRO Aviano
Annalisa Morandin, tutor didattica e docente Infermieristica, Università degli Studi di Udine, sede di Pordenone
Maria Rosaria Peri, dietista Azienda Ospedaliero universitaria “S. Maria della Misericordia”, Udine

Rilettura critica per il linguaggio e lo stile comunicativo:

Gruppo di valutazione – Patient Education del CRO di Aviano:
Chiara Cipolat Mis, Nicolas Gruarin, bibliotecari, Biblioteca Scientifica e Pazienti CRO di Aviano; T.C. paziente CRO di Aviano


Gli autori dichiarano di non avere conflitti di interesse per questa pubblicazione.
Le informazioni riportate non sostituiscono il parere del medico.
Aggiornato a Dicembre 2022

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